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La volta Barberini come allegoria del potere

La volta Barberini come allegoria del potere
Giunge alla sua terza ristampa il volume di Anna Lo Bianco sulla volta del salone al piano nobile di Palazzo Barberini, dipinta a fresco da Pietro da Cortona per celebrare l’ascesa al soglio pontificio di Urbano VIII e della sua famiglia
Il volume sulla Volta di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini di Anna Lo Bianco, già direttrice della Galleria, si conferma tra i titoli più venduti della collana Monografie, edita dalla Gebart, come dimostra la sua terza ristampa.
Con ampio corredo fotografico la pubblicazione descrive la decorazione della volta nel salone al piano nobile di Palazzo Barberini, eseguita da Pietro da Cortona e aiuti tra il 1632 e il 1639. L’imponente affresco, che si estende su una superficie di 330 metri quadrati, raffigura il Trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di Urbano VIII Barberini. Un tema che fu elaborato dall’erudito Francesco Bracciolini per celebrare l’ascesa al soglio pontificio di Maffeo Vincenzo Barberini nel 1623, con il nome di Urbano VIII, e del suo casato.
Entrando nel salone e alzando gli occhi verso l’alto si resta colpiti dalla molteplicità delle scene e delle figure. L’attenzione viene calamitata dal centro della volta, inscritta in un cornicione in finto marmo, dove la Divina Provvidenza siede tra la nuvole e, al di sopra di lei, l’Immortalità, avvolta di veli fluttuanti, incorona di gloria eterna lo stemma Barberini: una corona di alloro nella quale volano le api. Al suo fianco, la Gloria sostiene le chiavi pontefice. Questa scena celebra il potere spirituale del papa. Nelle quattro parti ai lati, sono raffigurati episodi che simboleggiano il buon governo del pontefice e della sua famiglia.
Gli animali agli angoli si riferiscono alle virtù di Urbano VIII: l’ippogrifo per la perspicacia, le due orse per la sagacia, il liocorno per la purezza e il leone per la forza.
Nelle pagine del libro l’autrice affronta con chiarezza il compito di analizzare la storia dell’affresco, l’organizzazione del lavoro, la descrizione delle scene, dei personaggi, dei significati e dei simboli.
In definitiva, si può ben dire che questo volume sia una guida preziosa, data l’ovvia difficoltà del visitatore contemporaneo a comprendere le allegorie con le quali gli intellettuali dell’epoca si esprimevano.

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