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Caravaggio a Roma - in Rome

Pubblicato in edizione bilingue, italiano e inglese, il volume Caravaggio a Roma – in Rome di Anna Coliva è un classico della collana "Monografie" della Gebart dedicata ai grandi maestri della pittura e della scultura italiana.

Direttrice della Galleria Borghese ed esperta della pittura del Seicento romano, con particolare riferimento all’artista, Anna Coliva indaga e illustra in questo libro non solo i capolavori del Caravaggio che ancora si conservano in città, ma tutti i dipinti di certa attribuzione che il pittore realizzò durante il soggiorno a Roma (1592-1606).

Si tratta di 43 opere, molte delle quali sono state oggetto di una recente campagna fotografica. Ciascuna è riprodotta a pagina intera e corredata da una scheda. Il volume rappresenta una rassegna ideale che guida il lettore alla scoperta dei luoghi caravaggeschi: dai palazzi nobiliari alle dimore cardinalizie, fino agli edifici sacri.

Nel saggio che precede la parte dedicata ai dipinti, l’autrice definisce il quadro degli spostamenti e delle committenze dell’artista e fa chiarezza su due questioni spinose della critica e della ‘leggenda’ caravaggesca, cioè quelle riguardanti le copie e i cosiddetti “rifiuti” delle opere dell’artista.

Escludendo il Ragazzo con ramarro (1594 c.a), Anna Coliva afferma che forse Caravaggio non replicò mai le sue opere, bensì ne realizzò versioni differenti che evidenziano veri e propri ripensamenti dei soggetti. E’ il caso per esempio della Buona Ventura, documentato nel volume. Ancor più netto è il giudizio dell’autrice sulla vicenda delle opere destinate agli altari che furono respinte dai committenti ecclesiastici del Caravaggio. Lungi dallo scalfire la fama dell’artista presso il suo pubblico, tali “rifiuti” ne fecero aumentare la richiesta da parte dei collezionisti e di riflesso il prezzo. Estrema, come l’opera che ne è coinvolta, è la vicenda della Madonna dei Palafrenieri (1605-06) per la quale è plausibile che Scipione Borghese, desiderando impossessarsene per la propria collezione, esercitò la sua forte influenza sulla commissione cardinalizia che doveva valutarne l’appropriatezza.

Un volume quindi non soltanto bello, ma anche “rigoroso e penetrante”, come l’ha giustamente definito il prefattore Maurizio Calvesi, con il quale Anna Coliva ha esteso le conoscenze intorno ad alcuni dei temi ancora aperti intorno alla vicenda umana e artistica del Caravaggio.

 


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